Guerra popolare Filippine




Dichiarazione di Sison in occasione del 50° anniversario della fondazione del PCC

https://www.philippinerevolution.info/category/statements/npa/

Il Nuovo Esercito Popolare celebra il suo 50 ° anno di guerra contro le Forze Armate del governo delle Filippine sponsorizzati dagli Stati Uniti.










NDFP
www.ndfp.org






Saluto e  omaggio ai martiri della rivoluzione nella regione del Nord Est del Mindanao


Dichiarazione | 9 agosto 2018 | Bisaya »

Oggi, 9 agosto 2018, celebriamo la Giornata dei Martiri nella regione del Nord Est del Mindanao (NEMR). In questo giorno rendiamo il nostro saluto più alto e rendiamo omaggio ai martiri della rivoluzione. In questo giorno ricordiamo anche p. Frank "Ka Migo" Navarro che ha dato la sua vita per servire il popolo e la rivoluzione. Ka Migo era un prete rivoluzionario che si unì al New People's Army (NPA) e divenne un membro del Partito nella regione.
I martiri della rivoluzione nella regione per i primi sei mesi del 2018 sono Dominador "Ka Bryan" Catapti Jr; Bayoyo "Ka Hector" Baranggan; Archel "Ka Pet" Bellancio; Junry "Ka Jhonny" Alamada; Kenith "Ka Elpe" Yuboc; Junry "Ka Rey" Cabug-os e Ramel "Ka Jasper" Tac-an.
Le loro vite furono interrotte nella lotta per liberare il paese e il popolo filippino dal dominio imperialista e dalle classi oppressive e sfruttatrici locali. La loro è un'espressione concreta di adempiere ai doveri di classe e all'impegno a servire il popolo.
Secondo il compagno Mao Zedong, "Se c'è lotta, c'è anche il sacrificio, e la morte è solo un evento comune. Ma la morte ha un significato variabile. C'è una morte più leggera di una piuma e una morte più pesante di qualsiasi montagna. Morire per gli oppressori e gli sfruttatori è più leggero di una piuma mentre morire per gli sfruttati e gli oppressi è più pesante di qualsiasi montagna. "
Non si può negare che siamo stati rattristati dalla loro morte, ma dobbiamo accettarlo come realtà. Anche se non partecipiamo alla lotta, la morte verrà comunque, quindi dobbiamo scegliere una morte "più pesante della montagna Diwata". Questo è un sacrificio che crea nuova vita, una morte che ispira gli altri a continuare la causa per cui i compagni sono morti e lasciati indietro. Come loro, dobbiamo mettere l'interesse della popolo, del Partito e della rivoluzione prima dei nostri stessi interessi.
Sono i nuovi eroi del nostro tempo. Hanno adempiuto al giuramento di "vivere con le masse e morire per le masse".
Potrebbero anche essere morti, ma le lezioni che hanno lasciato, esse vivono. Non furono sconfitti dalle avversità, dall'esaurimento, dalla fame, dalla malattia e dal sacrificio. Le loro vite furono interrotte dal mercenario fascista AFP, PNP, CAFGU, Bagani-Magahat e altri paramilitari nel loro disperato tentativo di sottrarsi alla furiosa lotta della popolo. La liberazione del popolo filippino ha segnato esclusivamente i loro cuori. Combattevano senza paura gli sfruttatori, gli oppressori, il governo fantoccio e i mercenari fascisti.
Sono i martiri rivoluzionari della rivoluzione democratica nazionale. Dovremmo prendere la loro morte come una sfida per rafforzare ulteriormente i nostri principi e il nostro impegno. Dobbiamo assumere i loro compiti incompiuti e continuare lungo il sentiero arricchito con il loro sangue verso la vittoria totale!
Saluto ai Martiri della Rivoluzione! Monumenti incrollabili (della rivoluzione)!
Secondo congresso Partito comunista delle Filippine 


filippine, guerra popolare: per il 49° anniversario della fondazione del new people’s army (npa – nuovo esercito del popolo) (da maoist road)

Il New People’s Army deve raddoppiare i suoi sforzi per compiere i passi necessari per far progredire la guerra popolare verso uno stadio superiore, portando il popolo filippino sempre più vicino al suo futuro socialista
Il Fronte nazionale democratico delle Filippine di Mindanao (NDFP-Mindanao), che fa risuonare la voce collettiva delle sue organizzazioni rivoluzionarie alleate nell’isola, si unisce al popolo filippino per celebrare con estremo orgoglio il 49° anniversario del New People’s Army (NPA), che è stato fondato il 29 marzo 1969.
In questa occasione, salutiamo e applaudiamo tutti i comandanti rossi, i combattenti, gli ufficiali politici e membri della Milizia Popolare, unità di guerriglia locale e di autodifesa che hanno reso un servizio inestimabile alle masse di contadini, lavoratori e minoranze nazionali. Hanno efficacemente svolto i loro compiti rivoluzionari di difesa del benessere del popolo assestando colpi decisivi contro le forze fasciste del regime Duterte-USA. Hanno compiuto passi significativi per portare la guerra popolare ad un livello nuovo e più alto, in vista dell’inaugurazione della vittoria della rivoluzione democratica nazionale verso il futuro socialista del paese.
Cogliamo anche questa opportunità per esprimere la nostra profonda gratitudine alle masse, coloro che intrecciano il tessuto della storia, che hanno offerto ai loro buoni figli e figlie la possibilità di prendere parte attiva e cosciente alle imprese del vero esercito del popolo, l’NPA. Ringraziamo anche tutti i nostri alleati, che in tutti questi anni, nonostante lo sforzo vano delle classi dominanti e del suo
governo reazionario di diffamare e schiacciare il movimento rivoluzionario, non hanno rinunciato al loro sostegno.
Rendiamo il nostro più alto saluto rosso a tutti i martiri rivoluzionari che hanno messo a disposizione le loro vite per il popolo e per la vittoria della rivoluzione democratica popolare.
L’NPA è rimasto fedele ai suoi compiti e responsabilità rivoluzionarie e ha colto numerose vittorie contro le forze nemiche grazie alla sicura guida del Partito comunista delle Filippine, che celebra il 50° anniversario della sua ricostituzione quest’anno. La fondazione dell’NPA nel 1969 fu un prodotto della rinascita del PCF, che lanciò il Primo Movimento di rettifica nel 1968 che ripudiava gli errori ideologici, politici e organizzativi del vecchio partito sotto la direzione revisionista della cricca Lava-Taruc-Sumulong.
Da un pugno di compagni e combattenti armati con alcuni fucili e pistole nel 2° distretto di Tarlac, l’NPA ha iniziato a espandersi, coprendo l’intero arcipelago – da Luzon a Visayas a Mindanao. Guidato correttamente dal PCF attraverso il 2° movimento di rettifica, l’NPA fu in grado di rigettare gli errori opportunisti di destra e di sinistra dei primi anni ’80 e riaffermò i principi di base sotto la guida del marxismo-leninismo-maoismo.
Il Partito mobilita attualmente l’intera struttura dell’NPA in un modo completo per superare le sue tendenze conservatrici e per soddisfare i requisiti necessari per spingere verso una fase più avanzata della guerra popolare.
Il popolo soffre per le peggiori forme di sfruttamento e oppressione sotto il regime Duterte USA
Il regime US-Duterte approfondisce ulteriormente la crisi semi-feudale e semi-coloniale completando l’attuazione delle politiche neoliberali imposte dall’imperialismo statunitense. Il grande piano di Duterte per l’economia è quello di inondare il paese con una frenesia da infrastrutture (costruire, costruire, costruire): strade, ferrovie, ponti e altre strutture, la cui effettiva attuazione sarà alimentata da giganteschi prestiti da Cina, Russia e Stati Uniti. Questo seppellirà il paese sotto un debito insormontabile, che serve solo per intrappolarci eternamente nella stretta mortale del servilismo ai dettami imperialisti USA.
Duterte aprirà anche il paese per l’ingresso di altre imprese minerarie imperialiste e di piantagioni capitaliste, che ulteriormente diminuiranno la copertura forestale rimanente di Mindanao ed esauriranno rapidamente le sue risorse minerarie. Secondo le “politiche ambientali” di Duterte, le restrizioni stringenti saranno allentate dal momento che maggiori incentivi e protezioni saranno dati a queste società imperialiste, affinché continuino a devastare l’ambiente e a rastrellare superprofitti dallo sfruttamento degli operai di Mindanao e consumando materie prime non rinnovabili, a scapito delle generazioni future.
L’economia del paese viene tenuta a galla dalle rimesse degli emigranti (OFW – lavoratori filippini d’oltremare), ma il livello delle rimesse è diminuito. Il regime di Duterte nel frattempo continua con la politica di esportare il lavoro umano all’estero anche mentre i lavoratori filippini all’estero sono sottoposti a maltrattamenti e altre forme spregevoli di oppressione in altri paesi, simili a quelle che Joanna Demafeliz e Josie Lloren hanno sofferto in Kuwait e che hanno portato alla loro tragica morte.
Lo stato di disoccupazione nel paese è nel suo peggiore momento da tanti anni, al 9%, o tra 70.000 e 1,4 milioni di disoccupati. Questo ulteriormente debiliterà il settore del lavoro a meno che non venga attuata una industrializzazione nazionale. Le politiche del lavoro imposte dal regime Duterte continuano a privare i lavoratori filippini della sicurezza del posto di lavoro, rinnegando totalmente la sua promessa di sradicare la precarietà dei contratti a termine. Sempre più lavoratori filippini, in particolare quelli di Mindanao, stanno perdendo la loro fiducia nei confronti di Duterte e si stanno preparando a opporsi fermamente alle sue politiche anti-lavoro.
Il regime Duterte-Stati Uniti ribolle di fascismo poiché continua a impiegare il militarismo e altre misure draconiane per sopprimere qualsiasi forma di opposizione e dissenso. Duterte cerca di spazzare via l’NPA entro la fine del 2018 attraverso il sanguinario Oplan Kapayapaan (OpKap), che usa un insieme di vili tattiche militari e guerra psicologica ridisegnate dai piani di sicurezza interni falliti dei precedenti regimi. Nella sua disperazione, ha emesso il Proclama 347 che bolla sia il PCF che l’NPA come “terroristi”. Con un atteggiamento quasi sociopatico ha offerto “da 25.000 a 100.000 pesos (tra circa 400 a 1.500 euro, ndt) per ogni combattente dell’NPA ucciso”, o esclama in maniera ancora più spregevole di “sparare ad ogni donna dell’NPA catturata nelle sue parti intime.”
Sotto la direzione del regime Stati Uniti-Duterte, l’AFP/PNP (forze armate e polizia armata) ha fatto ricorso alla tattica da guerra psicologica o di sotterfugi, perfidia e propaganda nera. Gli esperti di guerra psicologica dell’AFP orchestrano l’assassinio di civili, fanno sembrare che siano stati giustiziati da “terroristi” e imputano il crimine all’NPA. Poi, attraverso i loro troll, avvelenano sia i media social che quelli principali con notizie false. Ad esempio, i gruppi di banditi sponsorizzati dall’AFP hanno decapitato un membro della CAA (ausiliari degli squadroni della morte) a San Miguel, Surigao del Sur, e in un altro incidente, agenti dello stato hanno assassinato Datu Tiambong, un capo locale di Mamanwa, in Alegria, Surigao del Norte, entrambi atti perfidi mirati a diffamare la credibilità del NPA. Questo vale anche per le “false capitolazioni”, con le quali l’AFP prova, ma invano, a dare il quadro di un “indebolimento dell’NPA”. Ma le masse di Mindanao sono ben consapevoli della vera natura del loro esercito, un esercito popolare che aderisce a un severo codice di disciplina e regole fondamentali che mantengono il benessere delle masse e, senza pensarci due volte, le difendono ogni volta che vengono attaccate.
OpKap ha prodotto alcune delle più gravi manifestazioni di violazioni dei diritti umani a Mindanao dalla dittatura USA-Marcos, che, da marzo 2017 a marzo 2018, ha già perseguitato centinaia di migliaia di persone nell’isola. In particolare, le uccisioni extra-giudiziarie hanno spento 127 leader di massa e attivisti a Mindanao. Alcuni dei più crudeli crimini dell’AFP negli ultimi due anni includono: la tortura e l’omicidio vigliacco di due giovani attivisti cui è stato dato fuoco il ​​6 dicembre, 2017 da elementi del 71° IBPA (battaglione di fanteria) di Maco, Compostela Valley; il massacro di otto tribali (Lumad) del villaggio del Lago di Sebu, South Cotabato il 3 dicembre 2017 da elementi del 33° e 27° IB (battaglione di fanteria); l’omicidio del 19enne studente Lumad Obillo Bay-ao da parte degli elementi del CAFGU (squadroni della morte) il 5 settembre 2017 a Talaingod, Davao del Norte; e l’uccisione a colpi di pistola di una donna incinta da parte di elementi dell’8° IBPA a Bukidnon nel luglio 2016.
L’AFP schiera anche elicotteri d’attacco, aerei da combattimento e droni da combattimento per bombardamenti e i suoi cannoni da 105 mm per lanciare attacchi di artiglieria su aree vicine o nell’entroterra dei villaggi Lumad e contadini. Per esempio, il bombardamento aereo e attacco di artiglieria durato quasi 5 ore il 25 maggio 2017 contro diversi barangays (villaggi) a President Roxas, North Cotabato e Damulog, Bukidnon combinati con operazioni di terra del 39° e 72° IBPA; bombardamenti quasi incessanti e bombardamenti su aree vicine alle scuole e alle comunità di Lumad nell’entroterra di Lianga, Surigao del Sur e Gigaquit, Surigao del Norte; e l’attacco di droni con capacità di combattimento nelle fattorie e nelle comunità di contadini e di hinterland dell’entroterra in diverse città del Surigao del Norte.
I droni vengono utilizzati dalle unità AFP per aiutarle a ispezionare l’area per i loro obiettivi o per lanciare tramite telecomando “razzi” per decimare qualunque cosa considerino il loro “bersaglio nemico”, che include le comunità civili.
L’estensione dell’attuazione della legge marziale a Mindanao ha lasciato leader e membri di organizzazioni di massa aperte e legittime agli attacchi brutali da parte dello stato reazionario, che impiega la presentazione di accuse inventate, arresti senza mandato, incarcerazione e torture, sorveglianza e profilazione di individui presi di mira, sparizioni forzate, uccisioni extragiudiziali e altri mezzi di guerra psicologica e intimidazioni. L’AFP usa anche le sue attività di “reclutamento” nelle scuole e nelle università come copertura per condurre la sorveglianza sugli studenti che sospettano di essere “reclutatori per l’NPA”. Il regime di Duterte ha recentemente presentato denuncia contro più o meno 600 persone che afferma di essere membri del PCF, NPA e NDFP e mira a dichiarare ufficialmente il PCF e l’NPA come “terroristi”. Questa è una lista degli obiettivi dell’AFP per arresto, persecuzione o omicidi politici, visto che molti dei nomi, più della metà dei quali sono di Mindanao, includono quelli di organizzazioni legali, operatori dei diritti umani e attivisti, individui di spicco e lascia spazio a coloro che desiderano aggiungerne in seguito. Anche questo è farsesco perché include anche nomi di persone che sono morte da tempo e anche di alcuni che sono elementi che ora sono in combutta con l’AFP. Il piano del regime Oplan Tokhang/Double non è stato solo usato per catturare e uccidere i tossicodipendenti e venditori ambulanti, ma anche per arrestare e persino assassinare attivisti politici. Duterte ha recentemente rivelato i suoi “veri colori” quando le accuse di droga contro i signori della droga Peter Lim e Peter Co e il boss della droga reo confesso Kerwin Espinosa sono stati lasciati cadere dai tribunali per mere questioni tecniche. Questi grandi spacciatori di droga sono di fatto amici stretti di Duterte.
Dopo il brutale assedio di cinque mesi della città di Marawi, non è in corso nessuno sforzo di riabilitazione chiaro e significativo che soddisfi le necessità dei Bangsamoro che sono stati evacuati dalla città; I leader del popolo e rappresentanti civili di Bangsamoro che sono stati privati delle loro case e dei loro mezzi di sostentamento non sono stati consultati dalla Task Force Bangon Marawi. I residenti di Marawi ora risiedono in tende improvvisate situate nella periferia della città.
Il regime Stati Uniti-Duterte rimane implacabile nella sua guerra contro Bangsamoro e continua ad intensificarla anche dopo l’assedio di Marawi e mentre estende la legge marziale nell’isola. Da un lato, si impegna con attacchi diretti contro i Bangsamoro Islamic Freedom Fighters (BIFF); continua il suo bombardamento sulle comunità Moro come nel caso della S.K. di Pendatun, che ha portato all’evacuazione di un certo numero di comunità Moro.
Mentre dall’altra continua a contenere il MILF e il BIAF facendo balenare l’applicazione della BBL (legge fondamentale Bangsamoro, ndt), così come la forma di governo federale come assicurazione che i Bangsamoro avranno una “quota” nel potere dello stato. Ma, la promulgazione del BBL in legge rimane ben lungi dall’essere realizzata e crea una condizione più volatile per il riaccendersi di una resistenza armata Moro ancora più grande contro il governo reazionario.
L’intensificata guerra contro i Bangsamoro fa parte del progetto di fare dell’Asia il perno dell’imperialismo degli Stati Uniti per rafforzare la sua egemonia nella regione Asia-Pacifico, dove anche la Cina sta aumentando la sua presa. Le forze armate statunitensi hanno lanciato Operation Pacific Eagle-Philippines, un’operazione anti-ribellione statunitense nel Paese che sostituisce Operation Enduring Freedom. Questo dà piena licenza alle forze militari statunitensi per operare direttamente contro i “terroristi”, stabilire nuove basi militari con più di 6.000 ettari di terra nella città di Marawi concesse loro come riserva militare e usare tutte le loro micidiali armi hi-tech contro il popolo di Mindanao. Ciò servirà anche come trampolino di lancio per la sua guerra contro la Cina e la Corea del Nord, e stabilirà le sue pretese sul Mar Cinese Meridionale.
L’NPA a Mindanao continua a crescere in modo complessivo
Nonostante gli attacchi a tutto campo del regime Stati Uniti-Duterte, l’NPA sta facendo progressi in 46 fronti di guerriglia a Mindanao, dove le sue unità operano in oltre 2.500 barrios (distretti) in oltre 200 comuni in 20 province dell’isola. In queste aree, centinaia di migliaia di persone sono organizzate direttamente, mentre decine di migliaia sono coperte dal governo rivoluzionario popolare a livello di barrio, e alcune a livello comunale.
Nel primo trimestre dell’anno, la forza combinata di tutte le unità NPA nelle cinque regioni di Mindanao ha lanciato un numero relativamente significativo di offensive tattiche contro le truppe nemiche, che sono state colpite diverse volte.
Le unità dell’NPA sono impegnate a collaborare al fianco delle masse rivoluzionarie nel lancio della rivoluzione agraria. Migliaia di persone hanno beneficiato del suo programma minimo di riforma agraria, che include la riduzione dell’affitto di terreni, animali e strumenti agricoli e dei livelli di sostituzione per usura, mentre si sforza di aumentare i salari dei lavoratori agricoli, nonché il livello di produttività nelle basi d’appoggio. Le unità NPA forniscono anche servizi sociali, come i servizi medici, e conducono campagne culturali rivoluzionarie che aiutano ad elevare il livello di coscienza tra le masse organizzate.
Sotto la diretta leadership del PCF, l’NPA è permeato del marxismo-leninismo-maoismo come guida ideologica. Contrariamente all’affermazione che esso si sia allontanato dai suoi principi, l’NPA è severo nell’attuazione della sua istruzione di base, che è un insieme di corsi di base sotto il Pambansang Demokratikong Paaralan (PADEPA – Scuola politica per i militanti). Ha fatto in modo che i membri dell’NPA che si candidano per entrare nel partito vengano sottoposti al Basic Party Course (BPC-Corso di base del partito) e l’Intermediate Party Course (IC), e per i quadri, l’Advanced Party Course (AC) (Corsi di base, intermedi e avanzati).
Le unità NPA fanno regolarmente il punto delle dichiarazioni e articoli presenti in Ang Bayan, la pubblicazione nazionale ufficiale del PCF. Allo stesso tempo, i combattenti rossi sono incoraggiati a leggere articoli che presentano temi scottanti del giorno e, se sono in grado, di leggere classici rivoluzionari per aiutarli a rafforzare la loro risolutezza e approfondire le loro capacità analitiche, soprattutto in mezzo a condizioni sociali sempre mutevoli.
I combattenti rossi sono temprati e guidati dalle 3 Regole Principali di Disciplina e da 8 Punti di Attenzione sanciti nelle Regole di Base del Nuovo Esercito del Popolo in tutte le loro imprese politiche e militari. Ad esempio, l’NPA ha mostrato la massima disciplina nella corretta gestione dei prigionieri di guerra e fuori combattimento, tenendo conto della stretta aderenza al CARHRIHL (Accordo sul rispetto dei diritti umani), ai protocolli, alle Convenzioni di Ginevra e ad altre leggi internazionali che regolano le guerre civili. I plotoni e le compagnie di Mindanao sono ora diffusi in tutte le base d’appoggio, aiutano le masse a difendersi dagli imminenti attacchi delle forze nemiche, recuperano quelle relativamente distrutte dalle truppe nemiche e rinvigoriscono le organizzazioni di massa rivoluzionarie nel lanciare campagne di rivoluzione agraria e partecipare ad attività significative che contribuiscono a far progredire la guerra popolare.
Rafforzare ulteriormente i nostri sforzi per cogliere più vittorie
Perciò, in occasione del 49° anniversario della fondazione del New People’s Army, l’NDFP-Mindanao applaude con forza le vittorie accumulate nell’ultimo anno, e chiama tutte le rosse unità di combattimento a raddoppiare gli sforzi nel lanciare sempre più offensive tattiche contro le truppe nemiche operative, utilizzando una vasta gamma di tattiche e tecniche per raggiungere i nostri obiettivi strategici rivoluzionari.
L’NPA deve anche prestare maggiore attenzione alle campagne di intensificazione della rivoluzione agraria, mobilitando le masse a centinaia di migliaia per portare a vittorie significative, sia nel programma minimo che nel programma massimo.
Incoraggiamo le unità dell’NPA a Mindanao a celebrare ogni loro impegno politico e militare quest’anno come tributo al 50° anniversario della ricostituzione del Partito Comunista delle Filippine. Dobbiamo cogliere questa opportunità per riassumere, imparare dagli errori del passato e puntare sempre più in alto per soddisfare i requisiti che aiutino a portare la guerra popolare verso la fase di equilibrio strategico e portare la nazione sempre più vicino al suo glorioso futuro socialista.
Viva il New People’s Army, vero esercito del popolo!
Viva il Partito Comunista delle Filippine!
Viva la Rivoluzione democratica popolare con prospettiva socialista!
Ka Joaquin Jacinto
Portavoce
NDFP-Mindanao

Resistere è legittimo e doveroso! Solidali con i NO TAV sotto processo!

Il 26.7.2013 alcune decine di militanti NO TAV erano in presidio davanti al tribunale di Torino dove si stava svolgendo il processo ...